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2001 – Le scatole Le scatole regalo raccolgono oggetti e frammenti legati alla memoria, al rito e alla qualità. Restart Milano costruisce piccoli contenitori narrativi in cui il regalo non è solo ciò che si trova all’interno, ma anche il gesto, l’attesa e il racconto che lo accompagnano.

2003 – Via Varese In via Varese 3 prende forma Restart Milano. Esercizi per azioni, opere, tempo, peep show: un luogo di sperimentazione in cui oggetti, gesti e installazioni entrano in relazione con il quotidiano, trasformando lo spazio in un dispositivo narrativo.

2004 – I container Restart Milano entra in dialogo con l’arte attraverso due container. Il primo accoglie un’opera di Alessandra Andrini. Il secondo è firmato Restart Milano: una serie di legni pensati per i gesti quotidiani – leggere, mangiare, scrivere – trattati come piccoli riti domestici.
2004 – La circolina Se il ricordo d’infanzia lega la circolina alle aureole di improbabili madonne delle processioni estive, Restart Milano la riprende, ne ridisegna l’attacco e la fa entrare nella collezione delle scatole regalo. Un oggetto povero e popolare viene così sottratto al suo contesto originario e trasformato in segno, memoria e dono.

2008 – Il libro riassume il processo di lavoro seguito tra il 2001 e il 2005. Un grazie particolare a Michele Calzavara che, oltre ad averlo scritto, mi ha accompagnato in quegli anni.
2008 – Mostra Fabbrica del Vapore Alla Fabbrica del Vapore la mostra diventa il compendio dal vero dei progetti descritti nel libro: tre stanze con l’esposizione e una video installazione di Andrea Linke.

2009 – Remaster I manufatti dei grandi maestri diventano bidimensionali, mentre la dimensione funzionale viene delegata a oggetti anonimi cercati nelle ferramenta cittadine.

2011 – Le campanelle in Rinascente Un gesto nobiliare fuori dal tempo: la campanella per richiamare il personale di servizio. Restart Milano, attraverso il taglio della base di alcuni bicchieri e l’inserimento del battacchio, li ripropone come oggetto regalo.

2015 – Voyeur La ricerca si sposta sul dialogo con Torino: esposizione di alcune polaroid di Carlo Mollino, una serie di specchi ricavati da piante di chiese barocche della provincia piemontese e due nuove lampade.

2011 – Yellow Trace Restart Milano cresce e assume per la prima volta una sua dimensione commerciale: una sedia, due lampade, una libreria da tavolo e una da parete. La prima collezione.
2013 – Accademia Il dialogo con l’arte continua con Simone Berti, che accompagna i prodotti Restart Milano con una serie di installazioni site specific.

2015 – Ossessione italiana Due grandi prodotti: la libreria LB7 di Franco Albini e la libreria BETA di Achille Castiglioni. Restart Milano li riscrive attraverso la ricomposizione dei medesimi oggetti, con angolari metallici preesistenti. Insieme, un’importante mostra sulle ossessioni dei grandi saperi artigianali italiani. 

2018 – Via brisa Lo spazio vetrina si amplifica e ospita alcune corrispondenze domestiche della collezione 2024.

2019 – Galleria T293 È la galleria T293 di Roma che ospita l’installazione con cui Restart Milano interagisce con Patrizio Di Massimo.

2025 – Via Gorizia – Olivetti Ancora una riflessione su Olivetti: il redesign della lampada del sistema Spazio, la produzione di 5 immagini create con l’ausilio dell’AI sul concetto di “Comunità” nel 2050, la riedizione di Design Processcon un inserto di approfondimento sul progetto, e la produzione in tiratura limitata dell’agenda Olivetti 2025. Artista ospite: Diego Perrone.

Crediti
Design di Maurizio Navone con Eros Miazzi e Mirko Sconza
Graphic design di Maurizio Navone e Francesca Romano
Contributi fotografici di Giulio Boem, Ophelia’s Light, Mirko Sconza, Luca Spagnolo

© Restart/Milano srl - via Domenico Scarlatti 30,
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