Quando gli interessi personali incrociano il lavoro si genera un cortocircuito che nel mio caso ha dato origine a un brand e, più precisamente, a un network di collaboratori e artigiani capaci di dare forma alle mie ossessioni. Questo è Restart/Milano: una collezione di rimandi, fonti e archivi riattivati che diventano materia progettuale.
È il 2004 quando vedono la luce le prime scatole regalo, contenitori di memorie, passioni, qualità. Nasce così la Water Box, scatola che regalava i ricordi delle colonie estive: una bustina di Idrolitina, una bottiglia a chiusura ermetica, un bicchiere da campeggio svizzero in acciaio lucido. Elementi minimi che definivano la sintassi emotiva e narrativa del prodotto. Poi le scatole per la manutenzione delle scarpe, i kit per la riparazione della bicicletta, i fazzoletti Finollo accostati a confezioni di fazzoletti di carta Tempo, il carboncino e la penna Bic, le pietre di Riva Trigoso e un pennarello nero, memoria costante del maestro Munari.
Segue l’esperienza in Olivetti, luogo di formazione, con riattivazione di alcuni componenti della serie 45, riportati a nuova vita attraverso protesi funzionali; la rilettura della lampada di BBPR, accessorio luminoso della Serie Spazio, e l’agenda Olivetti 2025 che, con le opere di Diego Perrone, attiva una traslazione temporale riportandola al presente. Chiudiamo i rimandi olivettiani con la ripresa del sistema Modulor, riproposto come sistema di mobili e librerie.
Remaster rilegge progetti di grandi maestri del design italiano riportandoli alla dimensione bidimensionale del disegno e integrando il risultato con elementi funzionali minimi. La scoperta di Serge Mouille e del design francese degli anni cinquanta, insieme all’uso dell’ottone, materiale ricco di calore, eleganza e storia, sono i motori progettuali della serie di lampade BRS, ABT, LNT.
E poi il caso. Il ritrovamento, in un libro Alinari sul barocco piemontese, di fotografie zenitali di chiese secondarie della provincia torinese ha generato una serie di specchi che ne riprendono la forma. Il confronto con i grandi maestri dell’arte e dell’architettura ha generato la riedizione della lampada di Joseph Beuys, gli omaggi al cavalletto di Carlo Scarpa e alla libreria modulare di Franco Albini. L’ultima riflessione mi porta alla storia della luce. Una scatola che racchiude un bicchiere, un ragnetto in ottone con stoppino e una boccetta di cera liquida celebra le origini; una lanterna con sorgente led; la lampada da tavolo NKD, pura funzione, nessuna mediazione.
Questo è Restart/Milano.